Quei luoghi della rinascita meneghina

pubblicato su IL GIORNO di domenica 29 novembre 2020

Milano è cambiata molto negli ultimi 15 anni, anzi è completamente diversa per chi come me ha i capelli bianchi. Alzi la mano chi non ha mai detto: “Milano? Milano è pane. Milano per Lavoro, Cultura, Studi, Occasioni di incontro e crescita è il meglio che si possa trovare ma…” e dietro quel ma… ci stavano tante cose. Milano è pane ma per vivere… per vivere no, molto meglio altrove perché a Milano corrono tutti come pazzi, a Milano non vedi mai il cielo azzurro, sgobbi da mattina a sera dentro la nebbia, la gente per strada non si accorge di te, il traffico è pazzesco, sempre in coda, l’inquinamento è alle stelle, va bene per lavorarci ma abitarci proprio no. Tanto è vero che a cavallo del secolo molti milanesi si sono spostati nei dintorni di Milano, sperando così di recuperare quei luoghi di vivibilità, di relazione, con un pezzo di giardino, un po’ di verde, l’aria migliore e la tranquillità “paesana”, senza contare che i costi delle case in provincia era meno della metà. Insomma diciamola quella frase che a noi “milanesi” dava sempre intimamente un gran fastidio: “Milano non solo è grigia ma è proprio brutta”.

Oggi Milano è bella. E non ci vergogniamo più a dirlo perché la nostra “Milan col Coeur in man” l’è veramente on gran belle Milan. Cosa è successo? Tre mandati di sindaci non squisitamente politici, direi più manager che tecnici. Una visione internazionale aperta al mondo non solo nel lavoro, a quello ci eravamo già arrivati da tempo, ma anche nella vivibilità con un occhio, soprattutto da Expò in poi, anche all’architettura intesa come quella porzione di cultura scientifico umanistica che vede lo studio e l’utilizzo dell’ambiente come punto di partenza per combattere il degrado. Una sorta di recupero edilizio come immagine e promotore del recupero morale e umano. Oggi è chiaro a tutti che se vivi in un ambiente non degradato, non abbandonato, ma al contrario ben costruito, curato e vivo perché vissuto dalla gente, difficilmente lasci spazio ad azioni becere, povere, egoistiche, perché è solo presidiando lo spazio con attività positive, siano esse culturali, sportive, di aggregazione, di formazione e apprendimento, che viene di fatto impedito l’avanzare del nulla. La ri-costruzione di molti luoghi dell’abitare a Milano ha contribuito a cambiare non solo l’immagine ma anche la qualità della vita. Negli ultimi anni infatti, 2018 e 2019, Milano è al primo posto secondo i 90 indicatori di qualità della Vita indicati dal Sole 24 Ore. Ecco alcuni dei luoghi fisici che hanno cambiato la morfologia della città: Piazza Gae Aulenti, City Life con le sue torri in zona fiera, Bosco Verticale e Biblioteca degli alberi, Palazzo Lombardia, la Darsena con i Navigli ma anche il prezioso lavoro che si sta compiendo con la riqualificazione delle periferie. Insomma tanto è stato fatto e tanto  c’è ancora da fare ma come dicevano i nostri “antenati”, i milanesi, quelli veri: “Fòrsi sèmm on poo di sognador, ma fin da quand serom piscinitt gh’è staa insegnaa che se te ghe credet per de bon e se te se mèttet d’impègn, i sògn se pòden realizzà.”