C’era una volta un sant’uomo che osservava la legge di Dio: non nominava mai il Suo nome invano, non rubava, aveva sempre rispettato i genitori, non desiderava la roba o la donna di chicchessia e, naturalmente, non aveva ammazzato nessuno. Credeva ciecamente nella Parola di Dio e per questo solo a lei diceva di affidarsi. Tutti i giorni partecipava alla Santa Messa facendo la comunione e, ogni anno, organizzava conferenze, dibattiti, studi, serate di preghiera, unicamente teso all’annuncio della Parola di Dio. La comunità era contenta per quello che quest’uomo riusciva a fare ma, mistero profondo, nessuno poteva fermarsi a parlare con lui neppure per qualche minuto. Era sfuggente, sembrava evitare con cura ogni tipo di rapporto personale, aveva sempre la scusa pronta, un impegno imprevisto, un’occupazione cui attendere urgentemente. Allora tutti pensavano che fosse timido, e questa particolarità rafforzava nella mente di ognuno il convincimento che fosse proprio un sant’uomo. Quando morì, in verità, nessuno pianse o si commosse più di tanto perché, sebbene fosse morto un sant’uomo, costui non era entrato nel cuore di nessuno a causa di quella particolare virtù che gli impediva di stare in mezzo alla gente. Così come non aveva mai avuto nemici, neppure era riuscito a farsi amici. Certamente la sua vita si sarebbe potuta prendere a modello di servo fedele ma, concretamente, anche se in mezzo agli altri, era totalmente solitaria e triste.
Giunse davanti a San Pietro indossando un saio, con gli occhi umilmente bassi, con aria da cilicio e una strana aureola sulla testa.
“Che ti succede Vittorio – disse San Pietro vedendolo- come mai così abbattuto?”
“Sia lodato Gesù Cristo” disse l’uomo
“Sempre sia lodato – rispose il Santo- ma… perché quella faccia scura e quell’abito? Ora che sei qui dovresti essere felice e raggiante!”
“In verità nessuno mi ha ancora giudicato e io allora…”
“Non vorrai presentarti così malridotto all’incontro con il Signore?!?”
” Veramente… credevo bisognasse avere il timore di Dio…”
“Timore si, ma non il terrore. E poi non importa come ti presenterai, Dio ti leggerà il cuore senza neppure guardarti in faccia! Piuttosto, dimmi un po’ caro Vittorio, hai compiuto la tua missione laggiù in mezzo agli uomini?”
“In mezzo agli uomini? Ho seguito la legge di Dio e messo in pratica i suoi comandamenti”
“Sì d’accordo ma… che mi dici degli uomini?”
“Veramente… non ho fatto male ad alcuno e, anzi, ho ripetuto a tutti le parole che ho letto nel Vangelo.
“Sei sposato? Hai dei figli?”
“No perché sta scritto che chi lascia la famiglia avrà cento madri, cento fratelli e niente gli mancherà”
“Allora sei un prete o un religioso…”
“No”
“Sicuramente avrai avuto molti amici con cui condividere le gioie e le amarezze dell’esistenza terrena…”
“Veramente no”.
“Hai mai sentito dire che in Paradiso non si entra da soli?”
“Non l’ho letto da nessuna parte”
“Allora il problema è proprio questo: non hai messo in pratica quello che hai detto e ripetuto per tutta la vita”
L’uomo sembrava non capire perché, in perfetta buona fede, credeva di aver fatto anche più del necessario e allora disse: “Sono gli altri che non mi hanno ascoltato”
“Ma ti sei mai fermato ad ascoltare? Hai mai chiesto a qualcuno se voleva…”
“Non ho peccato contro nessuno e ho fatto del bene quando ho potuto”
“Forse non hai peccato, ma la verità è che hai vissuto dentro un tuo particolare mondo terreno senza conoscere il cuore degli uomini”
L’uomo cominciava a capire l’inutilità di tanti suoi sforzi terreni e, forse per la prima volta, il senso profondo dell’amore.
San Pietro, che naturalmente sapeva tutto, disse: “Quando vivi in mezzo ai tuoi fratelli, per quanto pieni di difetti, impari a conoscere e ad accettare anche te stesso”
Vittorio stava mentalmente visionando l’intero corso della vita illuminato da una nuova luce. “Che devo fare?” domandò fissando Pietro negli occhi.
“Torna laggiù, in mezzo agli uomini, e ricomincia daccapo. Ama quelli che hai intorno con forza e semplicità, sorridi sempre, ascolta anche quando ti sembrerà di sapere tutto, vivi da uomo in mezzo agli uomini gioendo e soffrendo di ogni piccola cosa insieme con loro, al resto penserà Dio”
La luce scomparve e Vittorio, improvvisamente tornato nel corpo, si svegliò in pigiama disteso nel letto di casa. Una persiana della finestra, liberatasi dal fermo, sbatteva insistentemente sul davanzale. Aveva sognato un uomo con la barba che raccontava una storia, la sua storia. La sera prima si era addormentato tardi, forse perché aveva mangiato troppo, chissà. Ma da quel giorno Vittorio cambiò talmente che, al solo incontrarlo, la gente era felice.